Alice non lo sa (che stanno per salire al potere gli ignoranti)

Lucy

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Negli ultimi 30 anni in Italia abbiamo assistito a un grave impoverimento culturale.

I principali motivi

1) la scolarizzazione di massa, o meglio la sua cattiva interpretazione: la giustissima battaglia per garantire l’istruzione a tutti si è trasformata, per varie ragioni, in un “promuovificio” che ha tenuto poco o per nulla conto dei criteri meritocratici. Si è diventati indulgenti e lassisti con gli studenti e si è puntato a promuovere tutti, magari con il famigerato 6 politico. Conseguenza: generazioni di persone che hanno imparato molto poco, e quel poco confuso, ma son diventati presuntuosi, cioè presumono di sapere, perché il loro compagno più bravo era stato promosso proprio come loro, quindi…

2) l’avvento della televisione commerciale che ha abbassato di molto i contenuti della proposta televisiva, facendo peraltro il proprio lavoro: una tv pubblica in stile Bbc ha come primaria missione quella di informare e possibilmente educare, la missione primaria della tv privata è appunto commerciale, ovvero far vendere prodotti. E per venderli – per venderne tanti, il più possibile – devi catturare l’interesse delle masse, e alle masse piace ciò che è appunto di massa, spesso superficiale, frivolo, volgare, morboso. Poi anche la tv commerciale si può fare in vari modi: con maggiore o minore sapienza, con maggiore o minore eleganza. Il principale gruppo televisivo privato del nostro Paese non ha fatto certo comunicazione aL livello dei più orripilanti show televisivi americani dove è persa ogni dignità, ma nemmeno si è distinto per qualità dell’informazione. Conseguenza: un popolo male informato, provinciale, drogato di contenuti populisti e a volte anche maschilisti.

3) l‘avvento di Internet che, insieme ai molteplici benefici per l’umanità, ha avuto anche conseguenze meno positive: l’illusione di una “cultura istantanea” (leggi 4 righe su Wikipedia e ti sembra di sapere già tutto) ha fatto credere improvvisamente colti e preparati i tanti ignoranti vittime della (male interpretata) scolarizzazione di massa di cui sopra. La non necessità di mantenere la memoria (perché faticare per ricordare? su Google basta un click e c’è tutto) ha generato masse senza passato, che si sono dimenticate dell’importanza dei vaccini, confondono un dittatore con un altro e che, non ricordando la storia, non possono nemmeno cercare di imparare dagli errori storici.

Queste generazioni di ignoranti sono in mezzo a noi, siamo noi. Complice la decadenza della politica intesa come servizio al bene comune, si sono messi in testa di essere in grado di governare un Paese – cosa nobilissima, ma difficilissima. Serve passione, certo, ma anche formazione, scuole di partito, lavoro sul campo. Servono professionisti della politica, che ora – mio dio, ma come è stato possibile? – sembra perfino una parolaccia. Ma tutto questo Alice non lo sa: perché non ha studiato abbastanza e invece crede di sapere tutto, perché non sa scavare in profondità, non ha reale capacità di analisi, perché vede le cose a una sola dimensione, perché non sa che la distanza più breve tra il punto A e il punto B NON è una linea retta. Le cose sono molto più complicate di quello che sembrano, l’onestà è complicata, la verità è complicata. Povera Alice. Ma soprattutto poveri noi.

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