Fake su Facebook: anche noi ragazze li vogliamo belli!

Amanda

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Non riesco mai a capacitarmi fino in fondo della facilità con la quale i maschi perdono completamente qualsiasi residuo di buon senso davanti a una bonazza seminuda ritratta in foto. Eppure succede quasi tutti i giorni. E succede soprattutto online. Come riferiscono gli stessi maschi è una pratica frequente per loro ricevere via Facebook, o magari anche su Skype, richieste di amicizia da donne giovani, bellissime e discinte. Sono davvero ammaliate dal fascino dell’utente Facebook nel quale sono casualmente incappate? La domanda sembra retorica eppure non lo è, dal momento che alcuni ci cascano. Basta leggere le bacheche di queste signorine per vedere post di uomini ringraziano per l’amicizia concessa e magari mandano cuoricini, orsetti, omaggi floreali. Che teneri.

Poi si scopre che dietro – ovviamente – c’è dell’altro. Secondo alcuni è un modo per carpire liste di amici o altri dati destinati a soddisfare i mostruosi appetiti di qualche database. Secondo altri è puro ricatto. Le ragazze (ragazze?! Non saranno piuttosto nerboruti senegalesi o tosti albanesi?) cominciano a chattare con l’utente così facilmente conquistato, lo attirano su Skype, lo inducono a denudarsi e/o a dire cose sconce davanti alla webcam e poi minacciano di mandare il video alla moglie o alla compagna. Bella roba.

Eppure c’è chi ammette di esserci caduto o di essere stato lì lì, magari perché con le giovani donne in questione avevano una ventina di amici in comune. Il che la dice lunga sul tasso di frequenza con il quale i nostri maschi  finiscono gabbati da questi fake di indefinita provenienza.

È un po’ la versione aggiornata dello “scherzo della donna” agli albori di Internet di cui parla qui la mia amica Jo.  Negli anni Novanta, quando la Rete era agli esordi e gli utenti frequentavano le chat dove l’identità era misteriosa, molti trovavano divertente fingersi donna, sedurre qualche ragazzo (o uomo) più ingenuo, iniziare quello che in seguito è stato battezzato “sexting” (invio di messaggi sessualmente espliciti) e poi svelarsi come gli omaccioni che erano.  Ma ormai anche il web ha perso l’innocenza e quella che era una burla (apprezzabile o meno, a seconda dei gusti) si è trasformato in business.

Resta – dicevo all’inizio – lo stupore sconfinato per come basti un accenno di tetta, una coscia desnuda o labbra  a mo’ di canotto che promettono chissà cosa, per far svalvolare completamente uomini in altri contesti ritenuti sobri e dignitosi. Anche i più insospettabili, anzi soprattutto i più insospettabili: intellettuali, imprenditori, individui apparentemente cinici, smagati, scanzonati.. Forse nel loro caso funziona di più perché è l’unica oasi che si consentono di esplorare abbassando la guardia – e fanno male.

Soprattutto ci si chiede come un ingegnere cinquantenne dal cranio spelacchiato, o un ragazzotto arruffato, o un triste impiegato con la pancetta possano convincersi di aver sedotto all’istante – magia della Rete! – bellezze stellari che nella vita reale sono solite accompagnarsi a maschi alfa estremamente attraenti e anche molto solvibili. La risposta è nel vento, caro amico.

Io qui però vorrei sollevare una questione che mi sta a cuore. C’è del sessismo nei fake che chiedono l’amicizia: agli uomini arrivano le foto di ventenni procaci, a noi donne richieste di generali in pensione o capitani di Marina piuttosto agée ma evidentemente ritenuti (da chi manda le richieste) dall’aspetto “affidabile”. Dicono di essere inglesi o tedeschi (ma scrivono in un inglese improbabile), si dichiarano single o vedovi, si approcciano con cautela e una certa serietà, senza alcuna iniziale allusione sessuale (e ci mancherebbe!). Di più non so, perché ovviamente ho mangiato la foglia sin dall’inizio e non ho approfondito. Ma altre donne mi dicono che è successo anche a loro. E ho visto con i miei occhi amiche incuriosite e allettate dall’idea che un signore misterioso le cercasse su Facebook, attratto evidentemente dal loro bel sorriso. Cosa che starebbe a dimostrare che di illuse ce ne sono anche tra le fila femminili.

Io però protesto e pretendo dei fake decenti. Ma quali generali in pensione, quali capitani di Marina! Vogliamo foto di bei giovanottoni ventenni tutti muscoli e ormoni che ci dicano che, appena vista la nostra foto su Facebook, sono stramazzati al suolo per l’ammirazione. E chi se ne frega se dietro c’è un cinese quarantenne brutto e sfigato che tira a far soldi. Fate sognare anche noi.

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