My love is here to stay

Amanda

marito

 

Riesco quasi solo ad alimentarmi di amori lontani: a volte fisicamente, a volte anche affettivamente (non parlo di amori non ricambiati, quello mai, ma di amori non esplicitati, per così dire vaghi e quasi pudici). Mi serve distanza per gestire un rapporto perché ho bisogno di colmare questa distanza di emozioni continue, passioni, sogni, sublimazione, mistero, tormenti ed estasi. L’eccessiva vicinanza riporta tutto a un reale quotidiano. E dopo come fa la bambina a giocare a fare la fidanzata? Dopo deve “essere” fidanzata. E non si gioca più.

Stasera per esempio vorrei dire all’uomo che ho amato e che amo che, anche se non lo vedo e sento più da un sacco di tempo, che l’amore è lì – testardo, ostinato, illuso – e basterà un minimo suo cenno, o anche un lieve fischio, o un battito di ciglia, e io ci sarò, pronta a tutto, pronta a raccogliere le briciole che cadono dalla sua tavola, se briciole mi vorrà dare. Lui è l’unico. Tutto il resto è stato contorno, colore locale e fumo negli occhi.

Ma non posso dire niente: chissà dov’è, chissà cosa fa e con chi. Eppure sono sicura che mi sente.

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