Io non sono quella nella foto (dei social)

Jo

(Vita contemporanea): “Chi sei?”. “Mi trovi su Google“. “Che lavoro fai?”. “Cerca su LinkedIn“. “Chi frequenti?”. “Guarda su Facebook“. “Come sei fatta?”. “Vedi Instagram“. “Quale musica ti piace?”. “Check my Spotify“. “Quali film preferisci?”. “Guarda la mia Netflix list”. “Ma chi sei veramente?”. “Niente di tutto questo. O meglio: sono questo e molto altro. Sono quella nervosa per il lavoro da fare, sono quella affaticata mentre porta la spesa a casa, sono quella preoccupata per un figlio che si fa male, sono quella che si scioglie felice in un abbraccio. Sono io, quella dietro la foto segnalatica scattata dai Signori dei Social“.

Se non fosse stato per Dorothy Pennebaker, la madre di Marlon Brando, Henry Fonda non avrebbe mai esordito in un teatro di Omaha, Nebraska. Non sarebbe diventato un attore famoso. Non avrebbe sposato una newyorkese di buona famiglia. E i suoi figli attori, Jane e Peter, non sarebbero mai nati. Prima di lanciare video di aerobica, prima di sposare il padrone della Cnn, Ted Turner, prima di divorziare nel 2000 e aderire alla setta dei Born Again Christian, la stessa di George W. Bush, Jane Fonda ha rappresentato tutto quanto di sinistra si agitava sotto il cielo d’America. Hanoi Jane è il simbolo della protesta contro la guerra in Vietnam, al fianco del reduce John Kerry. Nel 1964 appare nuda nel film La Ronde del primo marito Roger Vadim. Dice: «La rivoluzione è un atto d’amore. Noi siamo i figli della rivoluzione. Ci scorre nel sangue». È bella, anticonformista, libertaria e liberata. Nel 1970 viene arrestata due volte. La prima a marzo dopo una manifestazione a Fort Lawton, Seattle. La seconda, nella foto sotto, a novembre all’aeroporto di Cleveland. L’accusa è di avere preso a calci il poliziotto che le ha trovato addosso alcune pillole sospette. L’accusa decade quando si rivelano vitamine. (AP Photo/St. Martin's Press)

Leggi gli altri post di Jo

Lascia un commento